Rito di Benedizione del CIPPO confinario settecentesco della Repubblica Veneta tra Fogliano e Sagardo.
3 aprile, 2026 di
Rito di Benedizione del CIPPO confinario settecentesco della Repubblica Veneta tra Fogliano e Sagardo.
Staff Repubblica Veneta
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Prot. 01/26.04.001.CD

In data 25 Marzo 2026 le maggiori autorità della Repubblica Veneta, Il Camerlengo Carlo Dotto con il Cancelliere Carlo Zanotelli e alcumi membri del Maggior Consiglio, con il Prève del Popolo Veneto Don Floriano e accompagnati dalla Protezione Civile della Repubblica Veneta si sono recati presso il cippo confinario situato a Fogliano-Sagrado (GO) per la solenne cerimonia della benedizione del cippo confinario tra la Repubblica Veneta e a suo tempo con l'Impero d'Austria. (Allo stato attuale il cippo si trova sotto occupazione italiana)

La benedizione del cippo confinario da parte del Prève del Popolo Veneto Marciano alla presenza delle autorità della Repubblica Veneta, recante la data del 1753, si è svolta con pieno successo ed è un avvenimento che resterà nella storia.  Presenti alla cerimonia anche il Sig. Alessandro Boccino intervenuto in rappresentanza del Sindaco di Fogliano, dott.ssa Cristiana Pisano e al Sig. Alessio Bellotto del locale Ufficio Cultura.

Al termine della Benedizione il Camerlengo della Repubblica Veneta ha pronunciato un breve discorso che riportiamo qui di seguito:

"Il giorno 25 del mese di marzo 2026, in cui ricorre il 1605° anniversario della fondazione di Venezia “la Capitale”, vogliamo ricordarlo con questa commemorazione eseguita presso il cippo di confine della Repubblica Veneta posizionato sul territorio di Fogliano- Sagrado.                
Il cippo di Fogliano-Sagrado segna il confine del XVIII° secolo, tra la Repubblica di Venezia e l’Impero d’Austria; Sagrado apparteneva all’Impero d’Austria, mentre Fogliano era territorio della Repubblica Veneta. 

Nel 1756, dopo anni di trattative, le due entità statali definirono ufficialmente il confine e questo accordo rappresentò un passo decisivo per la stabilità del territorio e l’epigrafe scritta in latino incisa sul cippo riporta l’importanza della definizione dei confini tra la Repubblica di Venezia e l’Impero d’Austria, tanto che la ratifica dell’accordo fu celebrata con grande solennità, infatti nella chiesa di Santa Maria a Fogliano fu eseguito un “Te Deum” di ringraziamento. 

Tutto ciò premesso, bisogna rilevare che ogni cippo di confine posizionato dalla Repubblica Veneta non è solo una pietra con incisa l’effige di San Marco, non è uno sbiadito ricordo di un passato che non tornerà, ma rappresenta un simbolo che si identifica con la precisa ed eterna presenza del Diritto Veneto che legittima le persone  ad avere la coscienza di essere Marciane anche nel tempo odierno.

Dobbiamo tenere ben presente queste tre date, il giorno 7 di gennaio, il giorno 14 di marzo ed il giorno 17 di marzo; in cui c’è stato un grande fervore mediatico per festeggiare la bandiera copiata, la bandiera senza radici, la bandiera imposta con la forza, la bandiera che rappresenta l’emblema del sopruso e della privazione della libertà. I

nfatti ogni anno in queste date puntualmente parte la solita liturgia patriottica dei discorsi solenni, delle celebrazioni retoriche, il tricolore simbolo dello Stato colonizzatore italiano viene raccontato come se fosse un simbolo eterno, nato dalla storia profonda di un popolo, ma basta grattare appena la superficie per scoprire una verità molto meno epica.

Il tricolore italiano non nasce da una civiltà millenaria, non nasce da una tradizione antica, non nasce da un popolo che nei secoli si è riconosciuto in quei colori ed in quei valori, non è una bandiera cresciuta nei secoli, non è un simbolo nato dalla storia di una civiltà.

Questo è perfettamente coerente con ciò che accaduto perché anche lo Stato italiano è nato nello stesso modo, non come evoluzione naturale di una civiltà unitaria, ma come costruzione politica  giacobino-massonica del XIX° secolo, che usando come tramite la monarchia sabauda ha deciso di conquistare territori che non gli appartengono con il sangue e la violenza, senza storie unitarie, senza identità e con tradizioni completamente diverse; uno Stato costruito a tavolino per garantire gli interessi dei poteri occulti imperanti e la bandiera diventa il simbolo perfetto di quella operazione.

Ma la memoria dei popoli è più lunga della propaganda degli Stati, ogni popolo che vuole tornare libero deve prima di tutto ricordare chi era prima della conquista giacobino-massonica del XIX° secolo, questo è esattamente ciò che fa paura ai sistemi di potere, perché i simboli veri non si inventano, i simboli veri nascono dai popoli.

Per il Popolo Marciano i simboli veri che lo rappresentano sono solo quelli presenti nel gloriosi vessilli della Repubblica Veneta; simboli ben rappresentati e scolpiti nei cippi di confine.

Ci hanno occupato e tolto i territori dello Stato con l’inganno, ci hanno cancellato come entità politica dalla carta geografica, ci hanno spinto alla diaspora ed all’esilio, ci hanno distrutto gli affetti, la cultura, la memoria storica ed i ricordi più cari ma non hanno fatto i conti con la tenacia, la perseveranza e la volontà di ricomporre le istituzioni dello Stato di cui il Popolo Marciano è pregno. 

Nel corso del 2016 i Patrioti Marciani hanno ripristinato il Maggior Consiglio, che è l’organo di governo della Repubblica Veneta; in conseguenza di questo fatto nel corso dello stesso 2016 il Maggior Consiglio ha dato inizio al ripristino delle Istituzioni dello Stato, ricomponendo di fatto e di diritto la Repubblica Veneta. 

In tutto il Mondo il periodo del colonialismo diretto attraverso l’occupazione militare di territori sembra non essere ancora finito; ma tale periodo storico che stiamo ancora vivendo come Repubblica Veneta deve cessare; pertanto la Repubblica Veneta deve ritornare ad essere compresa tra gli Stati Indipendenti di tutto il Mondo e quindi rivendichiamo con forza il Diritto inalienabile ad essere parte di questi Stati liberi ed indipendenti. 

L’unico modo che abbiamo per conservare la nostra libertà e la nostra identità Marciana è quello di lottare per contrastare il tentativo di annientare il Popolo Marciano con la colonizzazione ed il genocidio sia fisico sia culturale messi in atto dagli Stati che occupano ed amministrano illegittimamente i territori della Repubblica Veneta. 

Quindi, uniamoci tutti, lottiamo con coraggio per il futuro delle Genti che compongono il Popolo Marciano, affinché si ritorni ad essere liberi ed indipendenti.
Lottiamo per la libertà!
Lottiamo per l’indipendenza del Popolo Marciano!
San Marco è grande!
Viva San Marco."

Fogliano-Sagrado 25 marzo 2026
 
Il Camerlengo
Carlo Dotto

Qui cliccando sul seguente link il testo della cerimonia predisposto da Don Floriano:

Benedizione cippo confinario Fogliano-Sagrado 25 Marzo 2026

Informazioni sui fatti storici del cippo confinario di Fogliano-Sagrado

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