Celebrato il rito di benedizione e la recita del Te Deum presso il cippo confinario n. 13 della Piana di Marcesina
Repubblica Veneta e Impero d'Austria: Il Rito del Te Deum allo Storico Cippo 13 di Marcesina
6 giugno, 2026 di
Celebrato il rito di benedizione e la recita del Te Deum presso il cippo confinario n. 13 della Piana di Marcesina
Staff Repubblica Veneta
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Prot. 01/26.06.001.CD

Piana di Marcesina, 2 giugno - Si è svolta presso il cippo confinario n. 13 della Piana di Marcesina la cerimonia di benedizione e la solenne recita del Te Deum, nel luogo che storicamente segnava il confine tra la Repubblica Veneta e l’Impero d’Austria.

La celebrazione è stata officiata dal Prève del Popolo Veneto Marciano, Don Floriano, il quale ha sottolineato il profondo significato storico e spirituale dell’evento, ricordando come la recita del Te Deum presso il cippo richiamasse la cerimonia originariamente celebrata nel 1752 in occasione della sua posa. Un momento che, secondo quanto ricordato durante l’incontro, non si era più ripetuto da allora.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di memoria storica e di valorizzazione del patrimonio culturale legato ai rapporti tra la Repubblica Veneta e l’Impero d’Austria. Il cippo confinario testimonia infatti la conclusione delle trattative diplomatiche che portarono alla definizione dei confini tra i due Stati, ponendo fine a controversie e tensioni che per lungo tempo avevano interessato le comunità di frontiera.

Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti dei corpi militari storici “Guardia Nobile di Verona” e “Schiavoni”, presenti in alta uniforme e con i vessilli storici della Repubblica Veneta. Erano inoltre presenti esponenti di Comitati e organizzazioni identitarie, marciane, impegnati per la libertà del popolo Marciano, e numerosi cittadini provenienti da varie comunità del territorio.

Particolarmente significativa è stata la benedizione delle uniformi storiche, seguita dall’aspersione del cippo con l’acqua benedetta da parte di un giovane partecipante, gesto simbolico che ha concluso il momento liturgico.

Al termine della celebrazione religiosa è intervenuto lo storico Luigi Tieppo, che ha illustrato le origini e la funzione dei cippi confinari. Nel suo intervento ha evidenziato come tali manufatti abbiano contribuito a stabilizzare i rapporti tra le popolazioni dei territori limitrofi, favorendo una lunga fase di convivenza pacifica e di collaborazione reciproca.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Camerlengo Carlo Dotto, incaricato delle funzioni dogali, che ha rivolto un breve discorso ai presenti, e successivamente dichiarando ufficialmente chiuso l’evento.

Infine è stato annunciato la volontà di proseguire con analoghe iniziative presso altri cippi confinari storici, invitando quanti interessati a seguire i canali informativi ufficiali per conoscere i prossimi appuntamenti. 

A fondo pagina sono disponibili il testo integrale della cerimonia predisposto da Don Floriano, i video della giornata e una selezione fotografica dei momenti più significativi.

Venezia 04 giugno 2026
Ufficio Comunicazione
  • Testo dell'intervento del Camerlengo Carlo Dotto al cippo confinario nr.13 

Il giorno 2 del mese di giugno dell’anno 2026, vogliamo ricordarlo con questa commemorazione eseguita presso il cippo di confine n° 13 della Repubblica Veneta posizionato sul territorio di Enego-Marcesina.

Il cippo di Enego-Marcesina segna il confine del XVIII° secolo, tra la Repubblica Veneta e l’Impero d’Austria; Enego-Marcesina era territorio della Repubblica Veneta, mentre il territorio della dirimpettaia Grigno apparteneva all’Impero d’Austria.

Nel 1752, dopo anni di trattative, le due entità statali definirono ufficialmente il confine e questo accordo rappresentò un passo decisivo per la stabilità del territorio, la certezza del diritto e la conclusione delle liti per la gestione dei boschi e dei pascoli dell’area.

La Piana di Marcesina è situata tra le attuali provincie di Vicenza e di Trento, nel corso della I^ guerra mondiale l'area divenne una zona di cruenti e sanguinosi combattimenti in cui persero la vita e furono gravemente feriti migliaia di giovani in un conflitto che con l’uso della diplomazia e del buonsenso si poteva evitare.

In questi giorni ricorrono sia l’80° anniversario della trasformazione del colonizzatore e guerrafondaio Regno d’Italia in Repubblica italiana sia i festeggiamenti per l'entrata nella 1^ guerra mondiale avvenuta il 24 maggio 1915; la Repubblica italiana è erede a pieno titolo delle nefandezze e delle illegalità compiute dal Regno d’Italia nella sua breve esistenza (1861-1946). Anniversari che ancora oggi la Repubblica italiana pretende di celebrare con cerimonie pompose e un patriottismo di facciata, tuttavia, questa narrazione ufficiale mostra tutta la sua violenza coloniale; la 1^ guerra mondiale non fu una marcia trionfale verso la "redenzione" dei popoli “liberati”, ma fu una guerra di conquista mossa dall'espansionismo italiano e dall’avidità degli interessi dei grandi potentati commerciali ed industriali, non siamo qui per celebrare quella sanguinosa carneficina, né per coltivare nostalgie del passato, ma vogliamo ricordare e preservare le nostre radici.

Sono stati cancellati 1100 anni di storia della Repubblica Veneta, nascondendo al Popolo Marciano le sue storiche radici è rendendolo vulnerabile ai progetti esterni; l'identità Marciana è stata soffocata per non disturbare chi non la vuole riconoscere. Il Popolo Marciano è vittima della brutale espressione dell’ingegneria del potere colonizzatore italiano che sublima e rappresenta i contenuti dell’ideologia giacobino-massonica; i libri scolastici continuano a nascondere la verità sugli eventi che hanno forgiato la Repubblica Veneta nel tentativo di cancellarne la memoria.

I colonizzatori giacobino-massonici insegnano che la storia Marciana inizia nel 1866 con la redenzione e la liberazione dei “poveri veneti” ad opera dei valorosi italiani,  mentre nascondono le rivolte e la lotta per il Diritto, l'Onore e la Libertà della Repubblica Veneta compiute dal Popolo Marciano; nascondono la gloria di uno Stato millenario per facilitare l'accettazione di miti altrui.

Un popolo che non conosce le proprie radici è facile preda di progetti stranieri e di "grandi" piani, e oggi paghiamo il prezzo di quell'oscurità educativa in cui l'identità Marciana è stata sistematicamente soffocata.

È giunto il tempo di maturare come Popolo, studiando la nostra storia autentica, non quella imposta e falsificata, quando si eliminano 1100 anni di statualità  dai libri scolastici, concentrandosi solo sull’epopea risorgimentale e sulla lotta partigiana, si lascia il popolo senza "immunità", permettendo a narrazioni nazionaliste aggressive e straniere di riempire il vuoto ideologico creato dai colonizzatori.

La conclusione è che il Popolo Marciano è stato intenzionalmente mantenuto nell'oscurità storica e questa "mancata maturazione" è una conseguenza diretta di un sistema educativo che insegna ideologie e miti che non ci appartengono.

Va ricordato che il 2 giugno 1946, alle genti residenti in Istria (terra della Repubblica Veneta a quel tempo giuridicamente ancora amministrata dallo Stato italiano) e nel sud Tirolo, non fu consentita la partecipazione al referendum istituzionale tenutosi in quella data, impedendo così al Popolo Marciano ed al Popolo Tirolese ivi residente, di esprimere la loro scelta con il voto, rendendo cosi di fatto il referendum istituzionale del 1946 illegittimo al pari del plebiscito del 1866 che permise l’annessione al Regno d’Italia delle provincie venete.

Bisogna affermare perentoriamente che ogni cippo di confine posizionato dalla Repubblica Veneta, rappresenta un simbolo che si identifica con la puntuale ed eterna presenza del Diritto Veneto che è sempre presente e legittima le persone ad avere la coscienza di essere Marciane anche nel tempo odierno.

E’ opportuno ricordare che la memoria dei Popoli è più lunga della propaganda degli Stati stranieri occupanti, ogni Popolo che vuole tornare libero e sovrano deve prima di tutto ricordare chi era prima della conquista giacobino-massonica che va dal 1797 al 1918, questo è esattamente ciò che fa paura ai sistemi di potere, perché i simboli veri non si inventano, i simboli veri nascono dai Popoli.

Per il Popolo Marciano i simboli veri che lo rappresentano sono solo quelli presenti nel gloriosi vessilli della Repubblica Veneta; simboli ben rappresentati e scolpiti nei cippi di confine.

Nel corso del 2016, come “araba fenice” che risorge dalle sue ceneri, i Patrioti Marciani hanno ripristinato le Istituzioni della Nazione Veneta, ricomponendo di fatto e di diritto la Repubblica Veneta. 

L’unico modo che abbiamo per conservare l’identità Marciana è quello di operare con tenacia per sconfiggere il tentativo di annientare il Popolo Marciano con la colonizzazione ed il genocidio sia fisico sia culturale messi in atto dagli Stati che occupano ed amministrano illegittimamente i territori della Repubblica Veneta.

Quindi, operiamo con coraggio affinché il Popolo Marciano ritorni ad essere libero e sovrano.

Gloria al Popolo Marciano.

Gloria alla Repubblica Veneta libera e sovrana.

Goria a San Marco

Enego-Marcesina 2 giugno 2026

Il Camerlengo facente funzione dogale

Carlo Dotto

Cliccando qui sul seguente link il testo della cerimonia predisposto da Don Floriano:
Opuscolo Benedizione e Te Deum Cippo confinario nr.13 Piana di Marcesina

Intervento del Camerlengo a margine del rito religioso al cippo confinario della Piana di Marcesina

Processione verso il Cippo confinario nr. 13 della Piana di Marcesina

Benedizione con la recita del Te Deum presso il cippo confinario n. 13 della Piana di Marcesina

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